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Gli editoriali
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Le opinioni
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Scritto da Angela Ambrogetti
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Venerdì 04 Giugno 2010 11:53 |
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C’è dolore e sconcerto in Vaticano per l’ assassinio del vescovo di Alessandretta Luigi Padovese. Doveva essere con i suoi confratelli alla messa con il papa a Nicosia domenica prossima, per ricevere l’ Istrumentum Laboris del Sinodo. Invece è morto accoltellato nel giardino della casa vicino al mare del vicariato. Ucciso da chi conosceva bene, non da un estremista d’ assalto, ma da un ragazzo depresso che da anni gli faceva da autista. Fatto politico o fatto personale? Sui giornali il tema è dibattuto in mondo più o meno strumentale. Certo, in Turchia i cristiani, e i cattolici in particolare, non hanno vita facile. 
Lo stato laico vieta le manifestazioni religiose pubbliche e i gruppi fondamentalisti islamici, che sono in aumento, fomentano odio ed intolleranza. Ma il nunzio in Turchia Antonio Lucibello è certo che la politica stavolta non c’entri. In attesa di certezze meglio comunque raffreddare gli animi. Soprattutto per tutelare i cattolici che sono in Turchia, che vivono un delicato equilibrio di rapporti interrelgiosi, politici ed ecumenici. Meglio orientarsi ad ascoltare quello che dirà il papa a Cipro tra poche ore. Parlerà a tutti i cattolici di una regione dove da secoli essere cristiani significa anche essere un po’ eroi, tutti i giorni. |
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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 04 Giugno 2010 12:04 )
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Il papa e la sofferenza della Chiesa |
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Le opinioni
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Scritto da Angela Ambrogetti
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Martedì 11 Maggio 2010 19:48 |
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Nelle parole del papa non c’è nessun riferimento diretto allo scandalo degli abusi sessuali dei sacerdoti sui minori. Ma per tutti sembra chiaro che quando Benedetto parla di peccato nella Chiesa che “ oggi vediamo in modo terrificante”, il suo pensiero corra ai fatti che ormai tutti conosciamo fin troppo bene. E certo sarà così. 
Nel cuore del papa quando parla di “attacchi che vengono dall’ interno della Chiesa” e che la Chiesa “ha bisogno di ri-imparare la penitenza, accettare la purificazione, imparare il perdono ma anche la necessità delle giustizia”, ci sono certo le immagini dei fatti che negli mesi hanno sconvolto molte diocesi. Ma sicuramente lo sguardo del papa va oltre.
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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 12 Maggio 2010 15:50 )
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I cinque anni di Benedetto |
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Le opinioni
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Scritto da Angela Ambrogetti
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Giovedì 22 Aprile 2010 08:39 |
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Quello che è certo che il pontificato di Benedetto XVI non è di transizione. O meglio è esattamente la transizione tra la realtà di una Chiesa di folle e masse non sempre abbastanza formate e una Chiesa di minoranza ma preparata e convinta. Insomma quel “Sale della terra” di cui parlava il cardinale Ratzinger nel libro intervista del 1996 scritto con Peter Seewald. 
Un papa “scomodo” come, del resto, nei primi anni fu lo stesso Giovanni Paolo II, accusato di essere troppo “polacco”, amante delle manifestazioni di pietà popolare che a molti sul finire degli anni 70, sembravano tanto fuori moda. Poi la storia, i fatti, le parole e i gesti hanno portato i media, anche i più critici, a vedere in Karol Wojtyla il papa giusto e quasi provvidenziale per un certo periodo storico. Il crollo del comunismo, lo sviluppo dei viaggi, il rapporto con i media, i grandi raduni, la riforma della Curia e dei codici, il magistero dei diritto dell’uomo fino alla accettazione della sofferenza hanno fatto di Giovanni Paolo II “santo subito” a prescindere dai tempi canonici.
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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 22 Aprile 2010 09:03 )
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Bendetto XVI verso Malta: "La Chiesa ferita dai suoi peccati". Poi l'accoglienza in festa |
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Le opinioni
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Scritto da Salvatore Scolozzi
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Sabato 17 Aprile 2010 19:45 |
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Che questo viaggio a Malta di Benedetto XVI sarà ricordato come il primo viaggio dopo l’“attacco pedofilia” è sicuro. Così come è sicura e vissuta la gioia che gli abitanti dell’isola che fu approdo per San Paolo stanno tributando al papa. Scongiurate le proteste che si preannunciavano alla vigilia – risolte in piccoli atti di teppismo nei confronti di striscioni e manifesti – rimane la festa dei bambini e dei giovani che all’arrivo della papamobile hanno cantato "Tanti auguri a te" e hanno sventolato striscioni con su scritto "Welcome, Holy Father".

Prima del decollo ai giornalisti a bordo dell'aereo che lo ha portato alla Valletta il papa aveva detto: "So che Malta ama Cristo e ama la sua Chiesa che è il suo corpo, e sa che anche se questo corpo è ferito dai nostri peccati il Signore tuttavia ama questa Chiesa e il suo Vangelo è la vera forza che purifica e guarisce". Nessun esplicito riferimento alla piaga degli abusi, da parte del papa, ma una sicura intenzione di citarli, così come confermano le agenzie di stampa, citando dichiarazioni di Padre Federico Lombardi, portavoce vaticano. Niente di ufficiale, ma pare che il papa incontrerà le vittime degli abusi compiuti da sacerdoti e religiosi, che tuttavia saranno ascoltate anche dal procuratore di giustizia ecclesiastico il prossimo giugno. Sull'aereo il Papa ha accennato ad un altro tema che gli sta a cuore visitando l'isola: "Malta è il punto dove le correnti dei profughi arrivano dall'Africa e bussano alle porte dell'Europa. E questo è un grande problema del nostro tempo e naturalmente non può essere risolto dall'isola di Malta ma tutti dobbiamo rispondere a questa sfida" affinché "tutti possano nella propria terra vivere una vita dignitosa e dall'altra parte fare il possibile affinchè questi profughi dove arrivano trovino in ogni caso una spazio di vita dignitosa".
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Ultimo aggiornamento ( Sabato 17 Aprile 2010 20:57 )
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Il papa a Malta. L'attesa e la preghiera. Nel Pub. |
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Le opinioni
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Scritto da Serena Sartini
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Lunedì 12 Aprile 2010 00:00 |
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Un sabato sera al pub, con l’arcivescovo. E’ un’immagine insolita, ma è ciò che si è verificato il 10 aprile scorso a La Valletta, capitale di Malta, dove monsignor Paul Cremona, arcivescovo dell’Isola, ha trascorso qualche ora tra i giovani di Paceville, per evangelizzare, portare Gesù e soprattutto per invitare i giovani all’incontro che Benedetto XVI terrà domenica pomeriggio a Valletta Waterfront, al porto.Monsignor Cremona, accompagnato da un gruppo di giovani giornalisti locali, ha dunque effettuato un vero e proprio ‘tour’ in una decina di pub della zona, incontrando centinaia di ragazzi.  Si è fermato on loro a parlare, conversando al tavolo o per la strada, scambiando due battute, scherzando, ma anche parlando di cose più serie, e sorseggiando con loro anche una bibita. Non ha badato all’abbigliamento un po’ ‘trasgressivo’ dei giovani, o alla loro capigliatura. L’arcivescovo si è fermato con tutti: punk, rokkettari, giovani semplici, stranieri, maltesi. |
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Ultimo aggiornamento ( Sabato 17 Aprile 2010 02:08 )
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