Nella cattedrale di Linz la statua oscena, dissacrante e blasfema “Maria che partorisce”

Esposizione Linz
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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 02.07.2024 – Vik van Brantegem] – Questa mattina è stato un brutto risveglio, leggendo l’articolo (con delle foto a corredo) pubblicato sul sito ufficiale della Cattedrale di Linz il 30 giugno scorso (che MiL-Messainlatino.it ha riportato nella traduzione italiana dal tedesco [QUI]), in cui si descrive la scultura Maria beim Gebären (Maria che partorisce) «da una prospettiva femminista» (sic!), esposta nella Turmkapelle West (cappella della Torre Ovest) del Mariä-Empfängnis-Dom (duomo dell’Immacolata Concezione) di Linz. La cappella è stata convertita in “sala d’arte”, uno spazio artistico dove in occasione del 100º anniversario della consacrazione della cattedrale, dal 27 giugno al 16 luglio 2024 è in mostra la scultura “crowning” di Esther Strauß come parte della serie “Künstlerische Positionen zur Heiligen Familie” (Posizioni artistiche sulla Sacra Famiglia).

Rilanciando l’articolo su Telegram, Veronica Cireneo degli Alleati dell’Eucaristia e del Vangelo ha commentato, sintetizzando: «L’orrenda e falsa statua lignea – che vorrebbe rappresentare Maria partoriente, che Maria non è per tanti motivi, tra cui: non aveva certo le gambe da uomo che le sarebbero state affibbiate, né partorì con dolore come la smorfia sul suo viso vorrebbe indicare – non è più ammirabile perché qualcuno gli ha segato la testa? Va beh, pazienza! Ce ne faremo una ragione. Leggete l’articolo. Non aggiungiamo altro».

MiL-Messainlatino.it commenta: «Innanzitutto occorre precisare che il titolo inglese dato all’opera – crowning – gioca su un’ambivalenza semantica: significa certamente “incoronazione”, ma in lingua inglese il termine è usato anche per indicare la fase del parto in cui la testa del neonato inizia a spuntare, a comparire; e la posizione in cui è rappresentata la Madonna orienta fortemente verso l’inclusione, se non la preminenza, di questo secondo significato (nella traduzione si è voluto mantenere il termine inglese non tradotto).
Dalle fotografie pubblicate appare chiaramente una immagine – pur scientificamente, anzi ginecologicamente corretta – non solo di pessimo gusto (e già quindi inadatta ad essere ospitata in una cattedrale), ma anche fortemente connotata da una finalità ideologica blasfema del tutto estranea alla tradizione artistica cattolica e – osiamo dire – anche in contrasto con la  dottrina.
Infatti non si può non notare sul volto della Madonna gli evidenti segni dei dolori del parto; ma – per dogma solennemente proclamato da Papa Pio IX con la bolla Ineffabilis Deus – Ella “fu preservata, per particolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, immune da ogni macchia di peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento”; essendo quindi nata senza peccato originale (tra l’altro, la cattedrale di Linz è proprio intitolata all’Immacolata Concezione), la Chiesa ha sempre creduto ed insegnato che abbia partorito senza dolori e senza alcuno spargimento di sangue (“qui non ex sanguinibus”: Io 1,13).
Che si tratti poi di un’opera essenzialmente ideologica è espresso senza neppure un tentativo di smussamento nello stesso articolo pubblicato sul sito della cattedrale, che chiarisce la “prospettiva femminista” della statua.
L’artista stessa – alla domanda sul motivo per cui, nella storia dell’arte, non esiste alcuna immagine di Maria che partorisce – risponde che “questo ha a che fare con il fatto che le dee madri dei primi tempi si sono ‘trasformate in una Dea Madre a-sessuale’ nel Cristianesimo, che serve come ‘una nuova immagine ideale della madre o della donna per le relazioni di potere patriarcali’”… poteva mancare il “patriarcato”?
Se non bastasse, continua: “Allo stesso tempo ‘l’enorme capacità creativa delle donne è stata ridotta a una capacità biologica di partorire che non vale più la pena di menzionare, dichiarando questa forza come una debolezza allo stesso tempo, non solo escludendo la nascita e il lavoro di cura dal pensiero del progresso, ma in realtà opponendosi ad esso e quindi emarginandolo’”… assicuriamo che l’originale “supercazzola” tedesca non è più comprensibile della traduzione italiana!
Insomma, il sunto di tutto il più trito armamentario vetero-femminista, per poi giungere a spiegare il vero significato di tutta l’operazione che ha portato alla scultura di Maria partoriente, che “è completamente se stessa. È al centro del suo potere – e anche al centro della sua indipendenza”… come fare strame, in un sol colpo, di tutti i racconti evangelici.
E non è certo un caso che il Vescovo di Linz sia Mons. Manfred Scheuer, il più importante curatore fallimentare della Chiesa austriaca (ne abbiamo recentemente trattato [QUI, QUI e QUI])».

A prescindere dalle osservazioni di fondo, una domanda a chi trova del tutto normale l’esposizione presso il duomo dell’Immacolata Concezione di Linz, di una statua (peraltro orrenda) della Santissima Madre di Dio che partorisce, seminuda a gambe (maschili) aperte: cosa diresti se si esponesse nella vostra chiesa parrocchiale una simile statua (altrettanto brutta) della tua moglie, compagna, fidanzata, amica del cuore, figlia, madre, nonna (sempre per “combattere il patriarcato”? Certamente, nei tempi in cui si pretende che consideriamo “normale” che nei gay pride sfilano uomini completamente nudi, viene definito bigotto trovare scandaloso (è il minimo) questo obbrobrio austriaco, che a tutti gli effetti è una performance oscena, dissacrante e blasfema, opera diabolica del Maligno, chiaramente contraria alla dottrina Cattolica.

Da quando la scultura è stata presentata venerdì scorso, c’è stato molto fermento, soprattutto su Internet. Numerosi critici indignati si sono espressi sui social media. È stata lanciata una petizione online chiedendo al Parroco della cattedrale Maximilian Strasser e al Vescovo di Linz, Mons. Manfred Scheuer di rimuovere la scultura. “Per favore, fermate immediatamente la rottura consapevole dei tabù e l’insulto ai sentimenti religiosi dei credenti attraverso la scultura femminista-pagana ‘Crownung”, si legge nel testo di accompagnamento della petizione su CitizenGo Deutschland [QUI]. Alle or 22.30 di oggi, sono state raccolte già più di 12.000 firme.

Alle ore 09.30 di oggi, MiL-Messainlatino.it ha informato che tre ore dopo la pubblicazione del post originale, si è saputo che la scultura dell’artista Esther Strauß è stata distrutta «da un atto di vandalismo» (sic!) e «non può più essere ammirata» (sic!).

Inoltre, in un aggiornamento delle ore 12.00 di oggi, MiL-Messainlatino.it ha scritto: «Un caro amico sacerdote ci fa acutamente notare un dettaglio (molto rilevante ed ulteriormente indicativo della finalità ideologica della scultura) al quale non avevamo colpevolmente fatto caso: “È interessante notare come le gambe della Madonna, chiaramente mascoline, rivelino una tendenza distorta dell’autrice, oltre che l’assoluta sudditanza alla cultura LGTB. Da distruggere immediatamente»… la Madonna transessuale mancava nel pantheon della neochiesa».

MiL-Messainlatino.it ha riportato che sul sito ufficiale della Cattedrale di Linz [QUI] si legge: «Lunedì 1º luglio, la scultura è stata distrutta in un atto di vandalismo di prima mattina – la testa della scultura è stata segata – e non può più essere ammirata nella sala d’arte del Maria-Empfängnis-Dom. Il caso è stato denunciato alla polizia».
Poi continua: «Le posizioni artistiche sono parte essenziale del progetto DonnaStage che, in occasione del centenario della consacrazione del Maria-Empfängnis-Dom, esplora le questioni relative al ruolo della donna, all’immagine della famiglia e all’uguaglianza di genere attraverso installazioni artistiche, laboratori e discussioni. L’obiettivo è creare uno spazio per un discorso critico e promuovere la pluralità della religione e della Chiesa. (…)
L’artista Esther Strauß: “La maggior parte dei ritratti della Vergine Maria sono stati realizzati da uomini e quindi hanno spesso servito interessi patriarcali. La teologa Martina Resch l’ha riassunto in poche parole: Con la crowning, Maria si riappropria del suo corpo. Chi ha rimosso la testa dalla scultura è stato molto brutale. Per me questa violenza è espressione del fatto che ci sono ancora persone che mettono in discussione il diritto delle donne al proprio corpo. Dobbiamo prendere una posizione molto ferma contro questo”. (…)
Nell’anno dell’anniversario, la serie di eventi DonnaStage sta contribuendo in modo significativo a promuovere una cultura aperta al dialogo e a dare spazio a prospettive diverse».

MiL-Messainlatino.it commenta: «Ci permettiamo di porre il quesito: atto di vandalismo o atto di autotutela della Verità, bellezza e buon gusto umiliati da una oscena e dissacrante immagine spacciata per opera d’arte ed asservita alla visione ideologica anti-Cattolica, perdipiù installata in una Cattedrale Cattolica?»

Il presunto autore della decapitazione dell’oscenità nella cattedrale di Linz ha spiegato ieri in una testimonianza su Telegram il suo atto. Scrive che non è suo compito impedire ciò che il Vescovo di Linz, Mons. Manfred Scheuer, sta facendo, «ma è nostro compito impedire qualsiasi diffamazione di Dio e della Sua Santissima Madre». Ha aggiunto che dal momento che la Madre lo protegge ogni giorno, ha voluto essere presente per lei. Chiarisce perché ha agito in questo modo, invece di cercare il dialogo: «Purtroppo le e-mail vengono ignorate dalla Diocesi di Linz, le telefonate vengono interrotte bruscamente e non c’è alcuno sbocco per le critiche» e «di fronte a questa abominevole e blasfema caricatura della Vergine Maria, era necessaria un’azione urgente e decisa».

Il Vicario episcopale Johann Hintermaier ha fatto la vittima: «Eravamo consapevoli che con questa installazione stavamo anche innescando delle discussioni. Se abbiamo ferito i sentimenti religiosi delle persone, ci dispiace, ma condanno fermamente questo atto violento di distruzione e il rifiuto di impegnarsi nel dialogo, nonché l’attacco alla libertà dell’arte».

Il pubblicista austriaco Wolfram Schrems, ha scritto al Vicario episcopale Hintermaier e al Vescovo Manfred Scheuer, che non crede alle scuse («ci dispiace»): La mafia diocesana lo fa sistematicamente da molto tempo. Questa è pura ipocrisia da parte vostra». Schrems ipotizza che la decapitazione potrebbe anche essere «parte di un intervento artistico da parte del committente, cioè la diocesi, o della “artista”, in altre parole, una “false flag”, un pretesto per arrabbiarsi artificialmente con i «rifiutatori del dialogo o simili. Credo che anche la leadership della Chiesa di Linz sia capace di un’azione del genere».

La rappresentazione di “Maria che partorisce” nella cattedrale di Linz offende profondamente ogni Cattolico devoto, ha scritto Don Johannes Regele, un biologo molecolare prima di diventare sacerdote, nato nella Diocesi di Linz, Superiore della Società Sacerdotale San Pio X per l’Austria la Repubblica Ceca, la Slovacchia, l’Ungheria, la Slovenia e la Croazia. Ha affidato la sua dichiarazione ad una lettera aperta ai sacerdoti e ai fedeli Cattolici del 30 giugno [QUI], che riportiamo nella nostra traduzione italiana dal tedesco «Questa rappresentazione offende profondamente ogni credente Cattolico; è scandalosa. Come sacerdote Cattolico romano proveniente dalla Diocesi di Linz, che è la mia diocesi natale, sono profondamente colpito. I confratelli del clero diocesano e religioso, nonché i credenti, si sono rivolti a me chiedendomi come dovrebbero reagire. I responsabili peccano chiaramente contro l’amore e contro la giustizia nei confronti degli Austriaci dell’Alta Austria, che hanno donato così tanto per questa cattedrale fin dalla posa della prima pietra. Una buona arte moderna con una profonda comprensione e un vero senso della sacra liturgia potrebbe essere appropriata nelle nostre chiese.
Ma questa scultura è una testimonianza della dissoluzione della fede Cattolica, della mancanza di rispetto del sacro da parte del nostro tempo, di una profanazione della chiesa cattedrale. Inoltre mostra molto chiaramente quanto poca conoscenza abbiano della teologia Cattolica anche il Capitolo della cattedrale e i responsabili, e quanta la fede sia ridotta.
La cattedrale di Santa Maria e le chiese della Diocesi di Linz sono chiuse ermeticamente per la Santa Messa tradizionale. Alcune persone ti trattano come un lebbroso grave. Lo capiamo, perché non c’è spazio per nulla di chiaramente Cattolico. Questo è solo un argomento. Eppure è proprio qui che si rivela che gran parte di ciò che viene predicato nei tempi moderni è una menzogna. Quanti meritati sacerdoti della diocesi hanno sofferto e soffrono ancora a causa di tutte queste condizioni della diocesi.
Il numero dei credenti diminuisce sempre più. Ci si può chiedere dove saremo tra dieci anni. I responsabili della diocesi e delle parrocchie per diritto divino sembrano aver abbandonato completamente il controllo a causa delle varie misure di ristrutturazione.
Chiedo ai sacerdoti e ai credenti di rispondere in modo soprannaturale nell’amore, cattolicamente. La preghiera e l’espiazione dovrebbero venire prima. Forse molti credenti potrebbero riunirsi regolarmente per pregare nella cappella votiva della cattedrale o presso la tomba del nostro grande Vescovo Franz Joseph Rudigier. Cercare sempre soluzioni Cattoliche e non azionismo laico, estraneo ai Cattolici.
Per favore, non attaccate ora il vescovo in modo sconsiderato, Mons. Zauner disse 50 anni fa che non può più esercitare alcuna influenza su alcune persone, che questo non è più possibile. Questi sono problemi molto profondi che non sono così facili da risolvere. Ci vuole una fede forte! La prima cosa da fare è scoprire chi è il responsabile di tutto ciò.
Un Vescovo di Linz dovrebbe ricominciare a predicare una corretta mariologia Cattolica ai suoi fedeli ed essere lui stesso un fulgido esempio come devoto mariano nella nostra Diocesi mariana di Linz. Ciò vale anche per il Capitolo della cattedrale e per tutti i sacerdoti della diocesi.
Quindi vi chiedo con tutta urgenza di pregare per il Vescovo e il Capitolo della cattedrale affinché possano trovare la forza di fare ciò che è bene per la Chiesa! I fratelli dovrebbero per favore celebrare la Santa Messa di espiazione e usare anche tutti gli altri mezzi spirituali! Soprattutto preghiamo a questo riguardo il Rosario. Ci sono molti Cattolici devoti nella Diocesi di Linz che vengono ancora con piacere a pregare il Rosario perché è così efficace!».

Una consolazione in questa giornata molto triste, è stato il post di Padre Jarek Cielecki, informando che oggi nel Santuario di Nostra Signora Assunta- Madonna del Buon Inizio a Florencja in Polonia c’è l’Adorazione Eucaristica individuale in riparazione e perdono per coloro che operano contro Dio nel mondo dell’oscurità, dell’occulto, dello spiritismo, e la preghiera per la pace e per le nostre Famiglie.

La scultura crowning nello spazio d’arte mostra Maria che partorisce
Sito del Mariendom Linz, 30 giugno 2024

(Traduzione italiana dal tedesco a cura di MiL-Messainlatino.it [QUI]

L’artista Esther Strauß, che vive a Vienna e in Tirolo, mostra la scultura di una donna che partorisce seduta su una roccia su un basamento al centro della sala. L’opera fa riferimento al presepe del Mariä-Empfängnis-Dom, completato nel 1913 da Sebastian Osterrieder, uno dei più grandi presepi al mondo con quaranta figure in legno di tiglio. Esther Strauß, il cui lavoro artistico è specificamente dedicato alle lacune e ai misteri, riprende lo spazio vuoto della nascita di Cristo da una prospettiva femminista con la figura della crowning, circa 110 anni dopo il completamento del presepe. Oltre alle due figure di Maria che fanno parte del presepe della Cattedrale – la Maria inginocchiata con le mani giunte accanto al bambino nella culla, che viene allestita alla vigilia di Natale, e la Maria seduta con il bambino Gesù in grembo, che appare all’Epifania – Esther Strauß ha creato una terza figura di Maria: Maria che partorisce. «Forse Maria è la donna al mondo di cui esiste il maggior numero di dipinti, disegni e sculture; ce ne saranno migliaia e migliaia. La maggior parte di queste immagini sono state realizzate da uomini. Perché l’immagine che manca spicca tra tutte? La Natività, che milioni di persone celebrano il 24 dicembre, non è raffigurata in nessun dipinto o scultura. Quando parliamo della nascita di Cristo, immaginiamo un bambino in una mangiatoia, ma non la madre che lo partorisce», dice l’artista, che si pone anche delle domande: «Questo ha a che fare con il fatto che – come scrive la storica dell’arte Ann-Katrin Günzel – le dee madri dei primi tempi si sono “trasformate in una Dea Madre a-sessuale” nel Cristianesimo, che serve come “una nuova immagine ideale della madre o della donna per le relazioni di potere patriarcali”? Che allo stesso tempo “l’enorme capacità creativa delle donne è stata ridotta a una capacità biologica di partorire che non vale più la pena di menzionare, dichiarando questa forza come una debolezza allo stesso tempo, non solo escludendo la nascita e il lavoro di cura dal pensiero del progresso, ma in realtà opponendosi ad esso e quindi emarginandolo”?».
La figura crowning è stata creata in collaborazione con altri due artisti in un processo di sette mesi di lotta per la forma e l’espressione. La scultrice Theresa Limberger ha scolpito e dipinto la figura prima che venisse patinata dall’artista e restauratrice Klara Kohler. In aspetti come l’abbigliamento e le mani, la «terza» Maria riecheggia le due figure storiche della Vergine Maria nel presepe, ma è comunque diversa per effetto e carisma: «La terza Maria è completamente se stessa. È al centro del suo potere – e anche al centro della sua indipendenza», afferma Esther Strauß.
Tra l’altro, l’artista ha un rapporto speciale con il Mariä-Empfängnis-Dom: nel 2008 è stata la prima donna eremita della torre a trasferirsi nella Türmerstube [sala della torre].

Cliccare QUI per maggiori informazioni su Esther Strauß.

La scultura crowning può essere ammirata fino al 16 luglio 2024 nel Kunstraum (Turmkapelle West) durante gli orari di apertura del Mariä-Empfängnis-Dom (dalle ore 08.00 alle ore 19.00).

All’inaugurazione della mostra, il 27 giugno 2024, i teologi Martina Resch (Katholische Privat-Universität Linz) e Andreas Telser (Universität Wien) hanno affrontato il contesto teologico dell’opera nella loro introduzione. «Perché un bambino nasca, è necessario un “allargamento” fisico, ma anche emotivo. In inglese si usa la parola “crowning” per indicare il momento in cui la dilatazione è massima e la testa del neonato diventa visibile. Esther Strauß apre una visione finora non considerata, addirittura omessa, di Maria come donna che partorisce. Questo è teologicamente significativo, poiché l’arrivo di Dio nell’uomo Gesù di Nazareth è e rimane dipendente dalla forza umana di Maria e dal suo legame con la terra al momento della nascita e oltre», dice Telser. «L’opera è un forte impegno per l’incarnazione di Dio. La storia della salvezza non inizia con Gesù, ma con l’Annunciazione, e diventa vivida nel momento in cui nasce una nuova vita», spiega Martina Resch.
Maria Reitter-Kollmann, storica dell’arte e presidente della Linzer Diözesankunstvereins [Associazione diocesana d’arte di Linz], ha presentato la tradizione iconografica che circonda la nascita di Cristo – le raffigurazioni di Maria nella speranza, Maria nel parto e Maria che allatta. Dopo il Concilio di Efeso del 431 e la conferma dogmatica di Maria come Madre di Dio, come «Θεοτόκος» [Theotókos: Genitrice di Dio], Maria è stata raffigurata nell’arte bizantina come una figura reclinata con il bambino. La relazione emotiva tra madre e figlio non compare fino al XIII secolo. «Con la rappresentazione molto accurata della Maria Theotókos partoriente di Esther Strauß, lo spazio vuoto nella grotta del presepe del Mariä-Empfängnis-Dom può ora essere riempito – nell’immaginazione dello spettatore», ha detto la storica dell’arte all’inaugurazione.

* * *

Postscriptum

Dio abbia pietà dell’autrice di questa installazione blasfema, di tutti i plaudenti protagonisti e dell’eco mediatica, che in bene e in male coinvolge anche noi. Cerchiamo di espiare e di riparare per noi e per loro.
È dogma di fede che l’Immacolata Concezione fu preservata dal peccato originale. Il parto indolore non è dogma di fede, ma una conseguenza logica del dogma della verginità durante il parto.
Secondo i Padri della Chiesa Gesù è uscito dal grembo di Maria nel medesimo modo in cui una stella col suo raggio passa il vetro, non lo rompe, ma lo illumina. Per questo dicono che il parto di Gesù avvolse Maria nella luce e nella gioia.
L’integrità fisica di Maria “nel parto” è un aspetto che per molti appare secondario, anche per chi crede nella assoluta verginità di Maria. Spesso anzi si crede erroneamente che il parto di Maria seguì vie ordinarie, anche a causa di molti film sulla nascita di Cristo che descrivono una Madonna in preda alle contrazioni e piangente di dolore. Per questo è necessario ascoltare la voce materna della Chiesa, dei santi e dei teologi.
«”Esultò Maria nel sacratissimo tipo di parto, esulta la Chiesa in questa generazione dei suoi figli”. L’aggettivo sacratissimo evoca l’opera dello Spirito, il medesimo sia per il concepimento di Cristo dalla Vergine che per il concepimento delle membra del suo Corpo nel fonte battesimale. È da notare anche il verbo esultò, relativo al parto di Maria, allusivo al fatto che fu senza dolori perché verginale» (Mons, Corrado Maggioni, Pontificia Facoltà Teologica Marianum di Roma).
Molti forse si chiederanno se un parto non ordinario come quello verginale di Maria possa sminuire il concetto di Maternità Divina della Madonna. Ma in realtà i fenomeni fisiologici che accompagnano il parto ordinario (lesioni, doglie, dolori, ecc.) non sono essenziali al concetto di vera maternità. Maria fu vera Madre di Gesù, come tutte le madri lo sono dei loro figli; ma non lo fu come le altre madri: oltre che nel concepimento verginale, Ella fu diversa da esse anche nel parto verginale. Madre, infatti, è colei che concepisce e dà alla luce un figlio: questo, scientificamente, è il concetto di madre. Il modo poi di concepirlo e di darlo alla luce non appartiene all’essenza della maternità.
Tanto meno poi può dirsi parte essenziale della maternità il dolore del parto, dal momento che nello stato di giustizia originale (prima del peccato originale, dal quale Maria, novella Eva, è immune) le madri avrebbero dato alla luce i propri figli senza dolore, e anche oggi si parla di parto indolore ottenuto con mezzi farmacologici. Anche l’integrità corporale (la verginità materiale) è indubbiamente una perfezione, e perciò ha la sua reale, positiva importanza, in se stessa.
Negare la verginità corporale e ammettere in Maria Santissima soltanto la verginità morale, equivale a negarle la perfetta verginità. Come il Verbo, nascendo dal seno del Padre, non lese minimamente la natura di Lui, così nascendo dal seno della Madre, non lese minimamente la perfetta verginità di Lei.
San Tommaso d’Aquino nella Summa Theologica scrive sul parto verginale di Maria Santissima: «La donna che dà alla luce una carne comune perde la verginità. Ma quando nasce nella carne il Verbo, allora Dio custodisce la verginità, rivelandosi così come Verbo. Come infatti il nostro verbo mentale non corrompe la mente quando viene proferito, così neppure il Verbo sostanziale che è Dio, volendo nascere, viola la verginità». «Cristo venne a togliere la nostra corruzione. Non era quindi opportuno che nascendo corrompesse la verginità della madre. Dice infatti Sant’ Agostino (Serm. 121): “Non era giusto che violasse l’integrità con la sua nascita colui che veniva a sanare la corruzione”». «Era conveniente che colui il quale aveva comandato di onorare i genitori, nascendo non menomasse l’onore della madre». Ogni primogenito maschio che apre il seno materno sarà sacro al Signore (Lc 2,23). L’Evangelista “usa l’espressione ordinaria per indicare la nascita, e non già per dire che il Signore, uscendo da quel sacro seno che lo aveva ospitato e che egli aveva santificato, ne violasse la verginità. Perciò l’azione di aprire, attribuita al primogenito, non indica che Cristo abbia lacerato il velo del pudore verginale, ma indica la sola uscita della prole dal seno materno».
Il teologo mariano Renè Laurentin ricorda: «Quanto al parto indolore, che la Tradizione afferma senza contestazione dal IV secolo, è abbastanza paradossale che si sia cominciato a contestarlo al momento stesso in cui il progresso scientifico instaurava “il parto indolore” per tutte le donne. È strabiliante che certi teologi e predicatori abbiano cominciato a celebrare le sofferenze “crocifiggenti” di Maria alla nascita del Salvatore nel momento in cui le cliniche ostetriche si applicano a denunciare i dolori del parto come un mito alienante e disumanizzante. Il segno del parto indolore attesta a suo modo che la verginità è spiritualizzazione dell’ordine della carne e che Maria è, sotto certi riguardi, donna esemplare, donna guida, là dove poteva sembrare donna di eccezione».
Nelle visioni della Beata Anna Katharina Emmerick che descrivono la nascita di Cristo si legge: «Lo splendore che irradiava la Santa Vergine diveniva sempre più fulgido, tanto da annullare il chiarore delle lampade accese da Giuseppe. La Madonna, inginocchiata sulla sua stuoia, teneva il viso rivolto ad oriente. Un’ampia tunica candida priva di ogni legame cadeva in larghe pieghe intorno al suo corpo. Alla dodicesima ora fu rapita dall’estasi della preghiera, teneva le mani incrociate sul petto. Vidi allora il suo corpo elevarsi dal suolo. Frattanto la grotta si illuminava sempre più, fino a che la Beata Vergine fu avvolta tutta, con tutte le cose, in uno splendore d’infinita magnificenza. Questa scena irradiava tanta Grazia Divina che non sono in grado di descriverla. Vidi Maria Santissima assorta nel rapimento per qualche tempo, poi la vidi ricoprire attentamente con un panno una piccola figura uscita dallo splendore radioso, senza toccarla, né sollevarla. Dopo un certo tempo vidi il Bambinello muoversi e lo udii piangere. Mi sembrò che allora Maria Santissima, sempre Vergine, ritornando in se stessa, sollevasse il Bambino e l’avvolgesse nel panno di cui l’aveva ricoperto. Alzatolo dalla stuoia, lo strinse al petto».
La liturgia della Chiesa in una sua antifona prega così: «Virgo Maria sine dolore peperit Salvatorem saeculorum» (La Vergine Maria ha partorito senza dolore il Salvatore dei secoli). E non dobbiamo dimenticare che la lex orandi est lex credendi (la regola della preghiera è regola della fede).

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